Un libro bianco, bilingue, da distribuire gratuitamente nel corso dell’esposizione. Un libro che affronta, punto per punto, i problemi di Venezia, li esamina e offre delle soluzioni agli stessi. Ogni tema affrontato da uno studioso indipendente, apartitico. Un modo per dire la verità e renderla non più travisabile, non più eludibile, un modo per uscire dai condizionamenti e dalle semplificazioni del media. Questo è lo scopo ultimo di questo progetto, ricostruire un senso di appartenenza fra noi Veneziani e far sentire, forte, a tutto il mondo, questa nuova voce. Proporre all’attenzione mondiale i problemi della città in maniera specifica, non generica durante la prossima Biennale d’Arte Contemporanea, quando tutta l’ arte del mondo farà di Venezia la sua vetrina così che, per una volta, la città sia anche vetrina di se stessa. Tutto il denaro raccolto verrà utilizzato per realizzare una esposizione di lunga durata (sei-otto mesi), produrre i materiali necessari alla raccolta fondi e stampare il libro bianco. Qualora la raccolta fondi non raggiunga la copertura delle spese, tutte le somme raccolte saranno rimesse immediatamente ai sottoscrittori, a mezzo bonifico per quanto raccolto da questo sito, ed automaticamente sulla piattaforma Indiegogo. La copertura economica del tutto è stimata attorno ai 120.000 euro.

PRESENTAZIONE

Buongiorno. Sono Michele Alassio, un fotografo e artista rappresentato in tutto il mondo che ha avuto l’ onore di esporre il proprio lavoro in luoghi come il MoMA di New York, il Reina Sofia di Madrid e altri luoghi istituzionali e privati attorno al mondo. Ma non sono qui per parlarvi del mio lavoro artistico, ma della città in cui sono nato e vivo tutt’ora, Venezia.

Venezia accoglie ogni anno più di 32 milioni di turisti. E’ una città unica per molti motivi: la sua forma urbis, il suo straordinario passato, il suo aspetto che è oggi, esattamente eguale a quello che poteva avere nel 500, tutti i tesori artistici che, come un piccolo scrigno, contiene.

Ma Venezia è una città unica anche per un’altra ragione: è l’unica città al mondo che ha visto la propria ricchezza espandersi smisuratamente e, contemporaneamente, i propri residenti scomparire. Qualsiasi città cresce, in termini di popolazione, quando è il centro di una crescita economica. Venezia no.

Nell’anno della mia nascita, il 1956, contava 160.000 residenti.
Nel giorno del mio 62° compleanno, lo scorso agosto, è scesa sotto i 53.000.
Più di due terzi dei veneziani se ne sono andati.
Per sempre.

Così, nel Dicembre dello scorso anno, quando ho cominciato a pensare a una nuova serie di fotografie di Venezia che ripetesse il successo della serie realizzata dodici anni fa, non me la sono sentita di realizzare delle immagini di semplice bellezza, e voluto invece interpretare i vari problemi di questa città e realizzare una serie popolare, il più possibile condivisa e diffusa.

Ho pensato anche che la nuova serie e tutto quello ad esso collegata come i cataloghi, i manifesti, le stesse fotografie originali, potevano finanziare una esposizione che fosse a sua volta un luogo d’incontro per tutti coloro che si battono per la salvezza di questa città.

Questo progetto è stato abbracciato e sostenuto immediatamente dal quotidiano “La Nuova Venezia” che ha iniziato a pubblicare le mie nuove fotografie, accompagnandole con degli articoli del giornalista Alberto Vituccci.

Per sostenere economicamente questo progetto, ho selezionato, oltre alle nuove fotografie, 39 delle mie migliori foto scattate a Venezia, e le ho editate in una tiratura limitata a un prezzo inferiore di un decimo di quella che è la mia attuale quotazione. E’ una offerta temporanea, che sarà praticabile solo per la durata della raccolta fondi.

Ma ci sono molte altre cose che potrete acquistare per sostenere questo progetto, come la spilla progetatta appositamente, i poster, i cataloghi nell’edizione numerata e lusso.

La prima immagine della mia nuova serie, provocativa come il titolo della medesima, che è “Autopsia di Venezia”, non è una fotografia, ma l’ elaborazione del famoso dipinto di Rembrandt “La lezione di anatomia del Professor Tulp”.

Abbiamo sostituito i volti dei professori con quelli dei politici che hanno amministrato Venezia negli ultimi cinquant’anni, ed il cadavere con la pianta della città perché c’è una cosa che accomuna tutti questi sindaci e governatori, ovvero il degrado e lo spopolamento della città che hanno amministrato.

Nessuno di loro ha voluto o potuto evitare che questa città diventasse il vuoto Luna Park che è oggi. Io sono convinto che tutto questo può cambiare riunendo la volontà e la determinazione di noi ultimi Veneziani con quella dei milioni di individui che, come noi, la amano.

Saremo troppi per essere ignorati.

Venezia è un patrimonio dell’umanità, e solo questa stessa, immensa umanità può salvarla.

Dateci una mano.

PAGINE PUBBLICATE